Cosa è la fotografia

che cosa è la fotografia

Dipende in cosa credi.

Scientificamente consiste nello scrivere, graphè, con la luce, phôs.

Ma io sono un uomo di fede, uno che ha uno scopo e la scienza mi da il potere per realizzarlo non la voglia di inseguirlo. Allora deve esserci dell’altro.

Le parole poi, non mi son mai state amiche, e magari leggendo quest’articolo ne converrai con me, e non è che con la luce si diventa scrittori: quando non si ha niente da dire, le sciocchezze riempiono la bocca e le pagine bianche così come gli orrori fotografici imbrattano la carta chimica dopo aver insozzato i pixel di uno schermo.

Eppure nella vita sono un fotografo, mediocre o meno non sta a me dirlo; sono quello che secondo Wikipedia dovrebbe utilizzare la luce a mo’ d’inchiostro. Ma come accade per l’inchiostro, che lasciato al proprio destino serve solo a macchiare le mani così la luce da sola non può far altro che illuminare. Può essere che la fotografia sia soltanto questo, o peggio ancora sia questo prima di altro?

E dunque la domanda è lecita e soprattutto profonda, se per te si ferma all’etimologia del termine, non vale la pena continuare a leggere oltre, prendi una reflex e agganciagli una lente. Se invece senti il bisogno di una passeggiata introspettiva, possiamo fare un pezzo di strada insieme, continuando oltre queste righe capiremo da dove partire, poi ognuno farà il suo percorso.

E’ un po’ come l’uovo o la gallina, chi è nato prima? L’autentica definizione di fotografia è nata dopo Joseph Nicéphore Niépce, che preso dalla voglia di fermare un attimo, ha realizzato la prima camera oscura. E’ nata dopo la voglia, il desiderio, l’esigenza di questi di congelare un momento fugace che altrimenti si sarebbe perso nel torrente dei secondi e dei minuti che ostinato scivola a ritroso verso l’oblio.

Tutto scorre in questa vita, Eraclito l’ha capito 2500 anni fa, io un po’ dopo. Sei evanescente, proprio come me, è inutile girarci intorno. Resteremo qui giusto il tempo per dare un’occhiata, ci affacceremo dalle terrazze dei nostri interessi e poi ce ne andremo in punta di piedi.

L’immortalità è qualcosa cui tendiamo naturalmente per essere ricordati. Ci puoi provare in tanti modi ma soprattutto lottando e credendo in quello che fai e se fallisci, se ti va male, ci sarà sempre qualcuno al quale mancherai.

Io voglio essere ricordato attraverso i guizzi che riesco a fermare, quelli che scappano dal presente per sfuggire al passato. Io sono lì, con l’occhio allineato al mirino a raccogliere quelle immagini che desiderano viaggiare nel tempo attraverso quel wormhole che è il mio obiettivo.

Io scrivo con la luce, proprio come il greco ci insegna, ma non muovo la penna, non digito una lettera, io osservo, io ammiro, e non muovo un dito finché non mi emoziono e quando il mio cuore batte la mia mano si abbassa.

La fotografia è un cappio legato intorno al cuore di chi la ammira, per sempre.