Sposarsi in Costiera

Sposarsi in Costiera

Io ho scelto Manolo e Giusi prima che loro lo facessero.
Erano splendenti la prima volta che li ho visti, i loro sorrisi mi han raccontato di loro e della loro complicità non appena hanno messo piede nello studio.
Io ho tifato per me, ho voluto fortemente che scegliessero di farsi fotografare da me. E’ andata così ed è stato meno difficile di quanto mi aspettassi.
Hai presente quando incroci una persona e di primo acchitto sai che starai bene con lei? Ecco a me è andata proprio così, con entrambi!

Non vedevo l’ora che arrivasse il loro giorno, peraltro avevano scelto di sposarsi in Costiera, un luogo magnifico, un’oasi per un creativo. E quella pioggerellina, che bagna le spose fortunate, quel giorno è caduta a puntino.

Di mattina a Salerno a casa di Manolo sembrava di essere ad un party. A giudicare dagli amici che c’erano, non deve aver fatto una buona impressione solo a me. Erano chiassosi, divertenti, diversi e io ci sguazzavo dentro come un bimbo in piscina e mi divertivo anche più di loro.

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Sarei rimasto lì insieme a loro perchè mi piaceva come si viveva la vigilia in quella casa: – “Il prossimo 24 dicembre, gli ho detto, voglio essere dei vostri”
Ma la sposa non può attendere e quindi si vola verso Napoli dove Giusi si sta preparando per essere splendente. Non le serve nulla a parer mio, le bastano i suoi occhi e sotto un bel vestito fatto della sua semplicità. Dal mirino della reflex, attraverso quel filtro di vetro, noto ogni emozione attraversarle il viso, e quando la gioia le balena negli occhi, scatto.

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Intanto il party di Casa Manolo si è spostato fuori la chiesa a Vico Equense. La cornice toglie il fiato, e alcuni di loro son come rapiti dal turchese che si estende fino all’orizzonte.
Appena arrivati fuori chiesa notiamo subito un panorama mozzafiato da togliere il respiro!

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Manolo è davanti all’altare che aspetta la sua sposa, e quando è a portata di cuore, la prende per mano e con gli occhi iniziano a raccontarsi. Se le racconteranno per tutta la cerimonia e si interromperanno solo quando dovranno sussurrarsi il loro si.

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Per arrivare al Castello di Giusso c’è una stradina tortuosa: sembra essersi fermato il tempo tra quei mattoni. La seguo a ritroso con lo sguardo fino alla chiesa dove Manolo e Giusi stanno per montare su una Vespa. Mentre sfrecciano sorridendo quasi mi dimentico il motivo per il quale sono lì. Poi rinsavisco e torno a fotografare.

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Il party diventa un rave e nell’angolo dove ho lasciato le Polaroid a loro disposizione, gli amici dei due sposi si ricordano quanto sia emozionante allineare l’occhio al mirino prima di scattare. Non c’è uno smartphone in giro, sono contento. Esperimento riuscito!

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I balli, i sigari ed un gruppo di percussionisti calamitano gli invitati nella zona esterna. Me li godo da lontano, senza interromperli: mi diletto a raccontare la vita reale non a comandarla.

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Borzacchiello studio