Un matrimonio è per sempre, e l’album pure!

Ho visto coppie in grado di gestire il proprio ricevimento da 300 persone senza batter ciglio.

Ho visto le stesse coppie vacillare per ore davanti alla scelta dell’album del proprio matrimonio.

Se però ti fermi a pensare capisci che tanto strano non è. Non è come scegliere la persona con la quale trascorrerai il resto della vita, ma non siamo tanto lontani. Tra i beni materiali è sicuramente tra i più longevi. Puoi cambiare macchina, puoi cambiare casa, qualcuno cambia pure squadra, ma non ho mai visto nessuno sano di mente sostituire il proprio album di matrimonio.

E allora vacillerai anche tu, te lo assicuro. E soprattutto fallo con più attenzione di quella riservata per i fiori o le bomboniere, valutane bene i materiali, la struttura, la qualità. Oltre all’esperienza visiva, propria delle foto, quella tattile ricopre la stessa importanza. La matericità delle pagine, la texture della copertina, sono parte integrante di un percorso sensoriale unico.

Ogni album ha il suo costo che è direttamente proporzionale alla passione infusa per realizzarlo. I materiali utilizzati hanno ognuno la propria peculiarità e di conseguenza il loro valore. Il numero delle pagine è una ulteriore discriminante che interviene sul costo finale.

La copertina in shantung, che è una seta caratterizzata da una trama irregolare, gioca in un’altra lega rispetto ad una finta pelle. Una rilegatura fatta a mano…beh manco a paragonarla con una industriale.

O vogliamo parlare di quanto sia importante che in un album panoramico le pagine sia perfettamente planari? Questo è secondo me un aspetto fondamentale che spesso chi non è del settore nemmeno valuta. Nemmeno valuta fino al momento in cui non ne sfoglia uno che manca di planarità, perché poi diventa evidente quanto ne guadagni la visione.

Questo se fosse tutto limitato alla copertina! Eh no, perché poi viene il bello. Hai mai fatto caso, sfogliando una rivista o un libro, la diversa trama della carta che sfogli o la resa del nero e dei colori che è così diversa da stampa a stampa? Investo molto nella mia attrezzatura, cercando di essere non al passo con i tempi, ma addirittura precorrerli. In campo tecnologico è fondamentale e un anno rappresenta un’era. Bene, per quanto io possa essere dotato di strumenti all’avanguardia, basta una carta qualitativamente inefficiente per vanificare millemila euro di macchine e obiettivi etc.

La carta fotografica, per utilizzare un paragone culinario (visto l’orario ci sta tutto), è come la pasta sfoglia di un bignè. Puoi metterci la crema più buona del mondo ma se esternamente è come una gomma, il tutto sarà da buttare. Quando ti rechi dal fotografo che hai deciso di ingaggiare per il tuo matrimonio, osservane diversi modelli, fai attenzione a come i colori vengono riflessi, chiedi di fartene mostrare diversi esemplari.

Ah non dimenticare la custodia esterna. Quella altroché se incide sul prezzo. Ve ne sono di multistrato, di plexiglass, di legno, di pelle e chi più ne ha più ne metta. Hai mai visto di cosa sono capaci quelli di Graphistudio? Le loro realizzazioni potrebbero essere esposte al MoMa di New York e tu li fotograferesti pensando che siano delle opere d’arte contemporanea! Provare per credere.

Ora che ti ho mostrato quanti e quali sono le variabili che determinano il costo finale di un album, sta a te, anzi voi, decidere quale cucirvi addosso. E mi raccomando affidatevi ad un buon sarto.